Restauro del complesso Castello Caldoresco – Palazzo Palmieri | Vasto (CH)
Committente: Fam. Palmieri e Suriani
Luogo: Piazza G. Rossetti – Piazza Barbacani, Vasto (CH)
Anno: 2015-16
L’intervento di restauro coinvolge diverse parti del complesso, di fatti si è operato sia sul castello medievale che sul successivo ampliamento del palazzo ottocentesco.
Nel bastione mandorlato nord-ovest si è provveduto alla realizzazione del sistema di impermeabilizzazione del terrazzo di copertura al fine di porre rimedio alle numerose infiltrazioni che danneggiavano gli ambianti sottostanti. E’ stato impiegato un sistema di impermeabilizzazione moderno a basso spessore costituito da una impermeabilizzazione bi componente cementizia armato con rete al fine di non mutare l’altezza del piano finito e al contempo preservare la pavimentazione originaria che è stata accuratamente smontata e riposizionata con sistemi e tecniche identiche a quelle antiche, previa rimozione della folta colonizzazione biologica che ricopriva l’ammattonato. In fine è stato applicato un prodotto idrorepellente in pasta per limitare il naturale assorbimento d’acqua del laterizio in maniera tale da limitare i fenomeni degenerativi dovuti ai cicli di gelo e disgelo.
Nelle facciate sud (prospiciente piazza G. Rossetti) e in quella ovest (su corso Garibaldi) si e operato tenendo conto anche delle parti di prospetto non oggetto di intervento, attuando un’operazione in chiave minimale attraverso la metodologia del “scuci – cuci”, pulitura e profilatura dei giunti.
Le parti che presentavano delle lacune sono state ripristinate con del mattone molto simile all’originale ma comunque riconoscibile da un occhio attento con la precisa volontà di non falsificare il nuovo intervento attraverso l’alterazione del paramento storico ma al contempo senza discostarsene eccessivamente rendendo gli interventi eccessivamente distinguibili.
Si è provveduto al puntellamento, e in alcuni tratti allo smontaggio parziale, del cornicione e dei parapetti dell’ala sud-ovest, prossimi al distacco, successivamente si è provveduto alla loro ricollocazione in maniera identica a com’erano stati realizzati originariamente avendo cura di ammorsarli meglio sia con elementi propri della muratura tradizionale che con l’ausilio di barre metalliche. Si è inoltre provveduto a proteggere tali aggetti attraverso un sistema di impermeabilizzazione protetto da scossaline in rame.
Tutte le facciate oggetto di intervento sono state pulite con spazzola di saggina, con l’intento di eliminare gli strati superficiali di deposito e le patine leggere. Si sono categoricamente esclusi gli interventi invasivi come la sabbiatura al fine di non alterare l’originario paramento snaturandone l’aspetto. In oltre tali processi avrebbero comportato il degrado degli strati superficiali del mattone, che sono anche i più resistenti, esponendo così le facciate ad un maggiore degrado agli agenti aggressivi atmosferici e dello smog.
Infine si è proceduto ad impermeabilizzare i paramenti murari con un prodotto in pasta a lento assorbimento in grado di penetrare nelle porosità del mattone fino ad uno spessore di 4/5 cm; ciò consente di diminuire il coefficiente di assorbimento del muro, preservandolo quindi
Gli infissi e le persiane originarie in legno sono state recuperate attraverso un sapiente intervento che ha reintegrato le parti mancanti con elementi realizzati basandosi sull’originale. I colori di tali elementi sono stati scelta, sia per le parti lignee che per quelle in ferro, attraverso una lunga ed accurata indagine conoscitiva, che ovviamente ha comportato la realizzazione di numerosi campioni.
Sul terrazzo del “Piano Nobile” del Palazzo Palmieri, che si affaccia su piazza G. Rossetti, era posta una pavimentazione composta da lastroni di alto spessore di pietra bianca della Majella, un tipo di materiale lapideo molto utilizzato nel passato ma che oggi è completamente scomparso dal mercato. Il solaio di copertura costituito da volte in muratura con riempimento di terra era soggetto a grandi problemi di infiltrazione che con ogni probabilità erano provenienti dal terrazzo stesso e dai suoi parapetti e cornicioni,composti da muratura “a sacco” ovvero due paramenti in laterizio che contenevano materiale di riempimento. La parte centrale del muro dei parapetti, quella come detto composta da materiale di riempimento, assieme alla carenza di impermeabilizzazione del piano orizzontale, faceva da tramite all’acqua per raggiungere le volte sottostanti andando quindi a danneggiale.
L’intervento ha comportato il paziente smontaggio del pavimento e la pulitura di ogni singola lastra che è stata accuratamente numerata e accatastata pronta per essere rimontata nell’originaria posizione.
Successivamente si è provveduto al rifacimento dello strato di impermeabilizzazione impiegando un doppio strato protettivo, prima di ricollocare i lastroni in pietra con metodo tradizionale di allettamento a calce.
Tutti i parapetti sono stati impermeabilizzati mediante lo smontaggio dei primi due ricorsi di mattoni e il la realizzazione di uno strato a basso spessore inserito nel giunto di malta.
Infine, le lattonerie in rame sono state sostituite con delle nuove migliorandone i raccordi e la tenuta. Quelle esistenti presentavano diversi problemi dovuti principalmente alla vetustà e al sottodimensionamento che spesso erano causa della dispersione di acqua sulla facciata e sul terrazzo.














